Home Letture

Letture

Non ti preoccupare di Mahsa Mohebali

Editore
Ponte 33

Ti ricordi ancora quella volta sopra le foglie del giardino? Avevamo talmente piroettato che quando ci siamo stese appiccicando le teste i platani ci giravano ancora intorno. Poi avevamo alzato le braccia tenendoci per mano e ci eravamo raccontate i nostri sogni. È come se stessimo girando ancora.

Shadi non è più bambina, è una giovane donna, che ama l’oppio. L’hanno ritrovata sopra un albero, aveva esagerato.
Shadi vive a Tehran, ha due fratelli, uno più grande, Babak, bello e buono, uno più piccolo, Arash, peloso e tremendo. Quando ti hanno fatto erano belli e innamorati, allora si sono messi di impegno. Poi è arrivato il mio turno, e insomma …. con Arash, a quel punto erano completamente sfasati. Fortuna che poi hanno separato le stanze, se no ci ritrovavamo in casa uno scimmione.
Shadi ha degli amici, sono cresciuti insieme, sono fulminati come o più di lei: Sara l’amica con cui è cresciuta, Maziar, Elham dai tanti amanti, Shahnaz quasi impazzita per come è morto il padre, Rahim, Siamak il pusher, Depression Ali che ascolta solo requiem e doom metal, Ashkan che tenta sempre di suicidarsi.
A Shadi piacciono gli uomini ma non ha ancora trovato l’amore:
– Tu perchè non ti innamori?
– Ci ho provato, ma non è successo.
– Come ci hai provato?
– Un giorno ho mandato ventidue sms d’amore a tutti i ragazzi che conoscevo. Due mi hanno mandato affanculo. Tre a cagare. Tre non mi hanno risposto. Altri tre mi hanno dato il numero di uno psichiatra.

E poi oggi non è giornata per flirtare. Tehran è scossa dal terremoto, la gente ha paura, scappa. Tutti i codardi e gli infami se la sono data a gambe. Confusione a casa, confusione in città, ovunque. Chi non ha paura, giovani e chi nulla può perdere, resta. E Shadi ha bisogno di oppio.

Mohabali ci porta in giro per questa città scossa in tutti i sensi, insieme a Shadi che si sveglia a casa e se ne va a cercare l’oppio. Un viaggio vero e proprio, con una scrittura che nella sua struttura stessa ricorda sia il terremoto che i trip.
Un bel libro ma soprattutto un libro che non ti aspetti: un libro di un’autrice persiana sul disagio di questi giovani uomini e donne che hanno perso, in tutti i sensi, i genitori, dove non c’è nè rivoluzione nè religione, solo una repressione carogna e violenta non diversa da quella che possiamo conoscere anche nelle nostre piazze, dove i sogni sono affidati ai ricordi da bambini o allo sballo, dove la musica è quella dei Kiosk.

QUI, grazie al traduttore Giacomo Longhi, la colonna sonora del libro…

Mahsa Mohabali
Non ti preoccupare
traduzione Giacomo Longhi
© Ponte33
pp125 €14,00
titolo originale Negaran nabash

← Torna a Letture